Google+ Salvatore Gabrielli: Lontano da tutto.

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lunedì 14 luglio 2014

Lontano da tutto.

Qui i rumori sono fievoli, a stento arrivano i rombi dei motori, sembrano quasi dei sospiri da quassù, portati fino alle mie orecchie solo dal vento.
Le cose si fanno piccole e tutto assume una dimensione più vera, più autentica.
Il vento soffia è un ululato continuo ma non disturba, anzi sembra un canto dolce e potente alla stesso misura.
I prati lasciano correre gli occhi senza limiti, corse infinite e senza tempo, corse libere, corse vere, corse dell'anima.
Spesso vengo qui, ci vengo da solo ma non perché non voglia compagnia o perché sono introverso, no vengo qui da solo perché voglio sentire la mia anima che a volte si perde tra rumori, voci, orari, soldi e pazzie di ogni sorta.
A volte vengo qui per parlare con Dio, e un discorso senza parole, fatto di immagini e verità, vette e valli, animali e piante, solitudine e appartenenza.
A volte vengo qui per stare in pace.
A volte vengo qui per rimanere e non scendere mai più.

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