Google+ Salvatore Gabrielli

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giovedì 16 giugno 2016

Le colline, la moto e la libertà

Vi posto il videl di questa breve uscita

Devo dire che il clima non è proprio il massimo ma la voglia di predere la moto è troppa. Dopo una settiman di lavoro ho proprio voglia di sentire quella sensazione di libertà che solo le due ruote sanno dare. Ok fatta, prendo e mi cambio, su giacca, pantaloni, casco e guanti e mi fiondo per le scale ad accendere la mia poderosa. Si la chiamo come la moto di Che Guevara, ma la mia è una Moto Guzzi Stelvio del 2009 ed è sempre un'emozione quando spingi il pulsante e il motorone parte in mille rombi.
Aspetto qualche minuto per farla scaldare e nel frattempo sisteno la telecamerina sul casco.
Bene la mia Guzzi è pronta, si parte.
Inbocco la strada che da Tarzo va a Corbanese e già li il paesaggio è mozzafiato. Colline su collinensi distendono placide pettinate da immensi vigneti si prosecco. L'aria, non proprio sgombra da umidità, lascia che si dormino piccole nubi sulle creste dei colli a rendere tutto molto pittoresco e dal carattere tropicale. Continuo per la mia strada attraverasando il piccolo paesello di Corbanese per fiondarmi verso Confin.
Qui le case lasciano la scena al verde e ai vigneti. Se non fosse per il rombo della mia Stelvio si potrebbero facilmente sentire i cinquettii degli uccelli e le voci dei lavoratori delle vigne.
Si va, spedito e pieno di goduriosa felicità, guido e osservo e poche cose mi sembrano avere importanza in quel momento. Attraversato Confin si apre un panorama degno delle migliori foto d'autore: le Pre alpi.
Il Visentin e il Pizzoc si stagliano imponenti l'uno difronte all'altro. Una distesa infinita di campi e vigneti regala alla vista un quadro stupendo. Passo Scomigo e vado verso Ogliano dove una strada abbastanza alta offre un bel vedere su tutta la parte di pianura che va da Vittorio Veneto fin dove lo sguardo può arrivare. Ormai sono quasi a Conegliano e sto per rientrare tra i palazzi ma al cuor non si comanda e allora devio verso altri colli e altre curve in cerca di quel pò di
libertà di cui tutti avremmo diritto.

Video della mia uscita in Moto

venerdì 24 ottobre 2014

A mia moglie.

Purtoppo non ne parlo spesso, lo tengo per me come un immenso tesoro; vi racconto il mio amore per mia moglie.

Un giorno sentii bussare alla porta, andai ad aprire, strano non lo facevo mai, e vidi la persona più bella che abbia mai visto.
Non saprei descrivere quello che provai con precisione, so solo che il cuore iniziò a battermi come un martello, sembrava volesse uscir fuori dal petto e gridare al mondo la sua gioia.
Io dissi :"Ciao" e in un'attimo il tuo sorriso mi spalancò le porte del paradiso.
Mi chiedesti qualcosa, ma non ricordo cosa, avevo la mente confusa e non riuscivo a staccare gli occhi dal tuo viso angelico.
Avrei voluto baciarti subito, senza nessun motivo e senza nenche un'attimo di esitazione, volevo il paradiso che vedevo nei tuoi occhi.
Ricordo solo che farfugliai qualcosa senza senso, quello fu il giorno più stupendo della mia vita, mi sentivo cretino, fesso e impacciato ma rivivrei attimo per attimo tutto quel primo incontro.
Da quel giorno sono passati anni ormai, ma mai, nemmeno una volta ti ho guardato senza sapere intimamente che ti amo.
Sono folle di te, sono pieno di te, sono nato per te.
Ti amo Hajjoura mia.

venerdì 17 ottobre 2014

Storia d'amore.

L'amore, si sa, è il motore del mondo, tutte le storie d'amore sono belle ma alcune sono infinitamente speciali.
Prendete il mare e la terra, eterni vicini e amanti, si carezzano, si sferzano si completano eppure mai definitivamente insieme.
Quest'amore è divino, mai cattivo, mai indelicato.
Infiniti movimenti solo per sfiorarsi, la vista dell'uno basta all'altro.
Amore perfetto, amore vero.

martedì 14 ottobre 2014

I pescatori

Non è ancora l'alba, l'aria è frizzante e carica di salsedine.
La brezza si fa sentire e quel maglioncino di lana ora si rende necessario.
Dall'uscio di casa si sente il borbottare lento dei motori dei pescherecci, uno di quelli aspetta noi.
Avanziamo con passo deciso, gli occhi ancora reclamano sonno ma il cuore già è in porto pronto ad imbarcarsi.
Per noi la vita inizia al capo di una cima, stiamo bene a casa ma a mare, con le nostre barche ci sentiamo vivi.
Siamo arrivati, pochi saluti, niente convenevoli, si va a rinascere nel mare.
Le reti si riparano, la vita no e finchè siamo tra le acque non c'è bisogno di riparare nulla tanto meno tentare un rammendo inutile alle nostre esistenze.
Andiamo e al ritorno si vedrà.

martedì 30 settembre 2014

Vuoti.

Vuoti, appesi ai muri come fantocci.
Siamo riempitivi di cose, numeri senza importanza, sacrificabili dai poteri forti.
Ripetiamo movimenti, ripetiamo giornate sempre uguali in nome di una corsa scellerata a produrre cose da riempire con le nostre vite.
Distruggiamo il nostro tempo, la nostra vita in nome di tempi e ritmi che non ci appartengono, viviamo per consumare oltre ogni ragionevole limite.
Siamo riempitivi di cose, cose vuote di ogni senso ma piene delle nostre anime.
Siamo appesi, sempre più fissi e immutabili.
Siamo numeri per i numeri.

lunedì 14 luglio 2014

Lontano da tutto.

Qui i rumori sono fievoli, a stento arrivano i rombi dei motori, sembrano quasi dei sospiri da quassù, portati fino alle mie orecchie solo dal vento.
Le cose si fanno piccole e tutto assume una dimensione più vera, più autentica.
Il vento soffia è un ululato continuo ma non disturba, anzi sembra un canto dolce e potente alla stesso misura.
I prati lasciano correre gli occhi senza limiti, corse infinite e senza tempo, corse libere, corse vere, corse dell'anima.
Spesso vengo qui, ci vengo da solo ma non perché non voglia compagnia o perché sono introverso, no vengo qui da solo perché voglio sentire la mia anima che a volte si perde tra rumori, voci, orari, soldi e pazzie di ogni sorta.
A volte vengo qui per parlare con Dio, e un discorso senza parole, fatto di immagini e verità, vette e valli, animali e piante, solitudine e appartenenza.
A volte vengo qui per stare in pace.
A volte vengo qui per rimanere e non scendere mai più.